lunedì 15 giugno 2009

Internet demolisce la formalità

I mercati sono conversazioni (Cluetrain Manifesto)
Thanks Niklas and Janus for giving us Skype (Massimo, Pistoia)


La comunicazione tra imprese o con i nostri utenti cambia, e cadono le barriere.

Si risponde alle email in modo informale, colloquiando senza forma
Ci si da del tu immediatamente, senza conoscerci
La rapidità delle connessioni si traduce in facilità di relazione e confidenza immediata. Ci si concede la prima sera, insomma.

Ma non ci conosciamo. In realtà nulla cambia in relazione alla conoscenza. I sistemi e le tecnologie abbattono certe forme epistolari, ed è vero che - come dice Gianluca Diegoli - se un tuo amico ti parlasse come spesso ci parlano le imprese lo prenderesti a sberle. Ma l'informalità e il superamento de iure delle difese formali se da un lato ci fanno sentire più vicini al globale dall'altro sovente non ci consentono di apprezzare - in questa fase di transizione verso la consapevolezza - la dovuta percezione del tempo necessario per comprendere e costruire fiducia con una nuova conoscenza, o con un nuovo prodotto.

Auspichiamo il ritorno dell'etichetta, della formalità, dei rigori della comunicazione istituzionale? No, ma pensiamo al futuro della comunicazione che potrà avere un approccio più semplice, meno distante tra i toni familiari e quelli formali, pur tuttavia consapevole della diversità di percezione tra ciò che si conosce e ciò che non si conosce, o di cui non abbiamo sentito parlare.

Certi truffatori unopuntozero utilizzavano l'abito buono, per trarci in inganno. Cravatta, eloquio, cortesia e il lei erano appannaggio del colto e del saggio, ma anche del raffinato voleur.

Ora si profila la convergenza verso un nuovo ed unico modo di relazionarci, senza gerarchia, candido e friendly. Tutti comunicheremo così, almeno sul web per ora.

Ma chi ci insegna la confidenza istituzionale, o la confidenza commerciale, o la confidenza amministrativa? Riflettere

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