mmaddict vs. copyright (certe volte)
Il diritto d'autore, con la sue poderose controversie, è stato modificato, nel silenzio, per la produzione musicale. Dite la vostra. Davvero certe dinamiche sono ancora perseguibili? La produzione di idee oggi come sempre è determinata dalla comprensione del noto e dalla sovrapposizione di altri schemi: la rete amplifica e velocizza questi processi, le applicazioni permettono a tutti di farlo.
Lo spunto è la musica, ma estendo il pensiero al diritto in generale.
Mio nonno paterno lavorava da noto fotografo lucchese. Era specializzato nel ritocco dei negativi e nella colorazione delle pellicole, lavoro che svolgeva completamente a mano, con pennelli e lente d'ingrandimento, e con perizia artistica. Ogni suo lavoro era unico, la scelta del fotografo era fatta anche in base alla competenza mostrata con questo servizio. Questo era solo cinquant'anni fa.
Con la tecnologia di oggi, mio nonno non lavorerebbe più. Oggi con i vari Photoshop più o meno light chiunque fa fotoritocco. Tutti sono esperti dell'elaborazione dell'immagine, perchè lo strumento è facile da usare e offre soluzioni predeterminate.
Questa non è una critica all'appiattimento delle competenze ma una osservazione sul diritto d'autore. Il lavoro di mio nonno all'epoca era un lavoro da impiegato. Senza tutela artistica. Al massimo artigianale. Oggi un lavoro del genere verrebbe paragonato ad una produzione artistica e tutelato. Forse a ragione. Mentre si invoca la protezione delle idee quando le idee sono banali sovrapposizioni. Non mi sento di gridare all'arte quando vedo un meshup, o ascoltando un deejay che - a suo dire - suona. Cosa suona? Cosa produce in termini di novità? Ma soprattutto quanto ingegno mostra? In ogni campo della attuale produzione artistica mi sembra di scorgere delle aberrazioni ipocritiche.
In tutto questo il diritto d'autore vuol mantenere privilegi e blasone. Ma quando gli autori sono l'intero genere umano, come si fa?


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