domenica 8 marzo 2009

Vanno veloci e si divertono

Per iniziare i teorigmi, un piccolo poll, così per sondare: i primi risultati qui
(post modificato il 14 marzo)



Come sempre direi ci sono utenti veloci ed altri ritardatari. Non nella pratica, o per la comprensione, ma per il modo di approcciarsi e fruire degli strumenti di relazione sociale costruiti sull'internet. Così accade sul sito più discusso da mesi, Facebook.

In generale per questa o altre reti vediamo atteggiamenti trasversali alle età, quali la scelta di avere tra gli amici solo vere conoscenze (già frequentate fisicamente prima di trovarle online) o l'intenzione di usare lo strumento come un parco giochi, o la presenza per il primato del numero di amici. Amici, o seguaci, o adepti, o membri, per strumenti evoluti o recenti (qui potrebbe aprirsi una nuova discussione sul significato di recente sull'internet) ma di scritti sull'argomento ce ne sono: non vogliamo tracciare la storia del come è nato questo mezzo o cosa lo renda così voyeuristicamente attrattivo, chè più o meno tutti lo sanno, ma provare a riflettere sulla evoluzione del concetto di netiquette - che veramente indirizza verso il buon senso nell'uso e nella forma da usare sull'internet, piuttosto che fornire indicazioni di galateo sui network sociali.

Queste ed altre tendenze (solo amici umani, solo tematiche, solo politica, o altre forme più diffuse ed ibride) sono modi di distinguersi per le persone fisiche su un mezzo omogeneo e omologato, rigido tanto e più della società organizzata reale, nella quale ognuno di noi mantiene una impressione di unicità e libera autonomia ma è immerso in pratica in una serie di regole e leggi, costumi e convenzioni che ordinano il nostro vivere all'inseguimento della civiltà.

E allora ci distinguiamo anche per la maniera in cui utilizziamo il mezzo. E qui sembra che le differenze determinino anche la velocità. Chi è più giovane è più attivo e rapido o si ha l'impressione che lo sia. Forse si tratta di una questione di percezione e di convenzioni, forse no.

In effetti la netiquette di Facebook è un intreccio di diverse velocità, legate perlopiù all'età dei profili: tra i ventenni (o prima) c'è poca formalità nella ricerca/aggiunta/relazione con amici, si usa di più la chat o l'IM, ci si espone di più; all'aumentare dell'età (e quindi dell'esperienza di utilizzo dell'internet, in media) aumentano le esigenze di forma, cortesia e (preteso) rispetto.

Sembra un po' che i più giovani usino il nuovo mezzo senza libretto delle istruzioni, mentre chi frequenta l'internet da più tempo voglia ricercare uno stile imparato negli anni novanta con l'affermazione appunto delle (potenzialmente obsolete) regole di netiquette - mutuate dal metodo dello scrivere e dalle forme del comunicare costruite con secoli di instaurazione della cortesia.

Viene da chiedersi, dato che il mezzo è a disposizione dei più per la prima volta, se fra dieci o vent'anni i giovanissimi di oggi chiederanno maggiore rispetto della forma o se l'esser cresciuti con questo metodo meno manierista sia l'approccio (più rapido, in verità) che determinerà la netiquette di domani.

3 aggiunte:

Lo Zio ha detto...

Oppure: se i giovanissimi di oggi porteranno la loro "velocità" anche al di fuori dell'internet, con tutti i rischi del caso.

(N.B. come tutti quelli di una certa età, chiamo giovanissimi quelli che hanno dieci anni di meno al solo scopo di potermi etichettare ancora come giovane)

chiara ha detto...

Secondo me la "velocità" internettiana non rispecchia quella reale, è solo un'impressione di velocità. Si sta su internet e ci si perde i veloci cambiamenti del mondo esterno, della vita..
Oppure: ai giovani pare di essere veloci grazie ad internet, ma in realtà sono ancora più lenti di un 80enne col bastone.
E mi ci metto dentro pure io..

(zio scusa se prendo spunto, ehehe!)

marco g matteoli ha detto...

Ma io intendevo per velocità proprio la mera capacità di sfruttare più velocemente lo strumento, con meno orpelli di forma e più immediatezza nei contatti e nei tempi di risposta ai contatti. Se intendiamo velocità come aderenza ai cambiamenti sociali credo tu abbia certamente ragione,