domenica 20 luglio 2008

Un payoff per mmad

Stabiliamo un concorso a premi
vince la possibilità di essere citato ai posteri, il plauso di tutti e un riconoscimento personale vivissimo colei/colui che ci proporrà un payoff significativo per il new deal di mmad. Un segnale evidente della nostra volontà di rinnovarci continuamente, di cambare pelle, di eolvere e crescere senza rinnegare il nostro modo di concepire l'impresa e la comunicazione.

Un payoff dedicato a noi.

Io propongo questo:
Pensiamo Oltre (Think Beyond)

Lo facciamo da sempre, e i risultati - nonostante tutto - sono evidenti.

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P.S. su consiglio di una certa fetta del pacchetto societario abbiamo deciso di istituire un premio in denaro: 200 euro al più meritevole, scelto insindacabilmente dallo staff. Attendo risposta partecipativa con commenti diretti a questo post, da chiunque

sabato 19 luglio 2008

mmad stai attenta


from major clanger, flickr

mmad sta per chiudere per le vacanze. Sì, lo so, in realtà ci daremo da fare più che nel periodo invernale, per consegnare tutto quello che ci hanno richiesto entro la fine d'agosto.

Tuttavia tireremo il fiato e riordineremo le idee senza le pressanti richieste dei nostri straordinari clienti. Occorre prepararsi, pianificare, produrre strumenti per nuove iniziative, per nuove proposte.

Il momento lo consente, c'è vitalità e odore di seri cambiamenti nell'aria: in genere, comunque, si va nella direzione dell'attenzione massima.
Tra l'altro, è il nostro mestiere: i clienti chiedono tutto, subito. Ma, se ci riflettete un attimo, ogni individuo quando è cliente chiede tutto e subito. Per qualunque cosa.

Se vuoi un televisore nuovo, vuoi andare, vedere, provare, portartelo via.

L'abbiamo creato noi, questo mondo voluttuoso fatto di priorità, di avere ed apparire. Di perpetrazione del sè, e di affermazione costante.
Io passo prima, io vengo prima, io voglio prima, io sono, io faccio, io dico... Tutti noi siamo pervasi dalla cultura del consumo, dell'iperconsumo, del metaconsumo. Quindi, in ogni manifestazione della vita, ci comportiamo di conseguenza. Vogliamo tutto, e subito.

Viviamo questa realtà. La conosciamo, da esperti del mestiere. Sappiamo tutto dell'oggi. Questo è un periodo in cui si rinnega la memoria storica, tutti proiettati verso le conquiste della genetica ed i monopoli globali. È un periodo di incertezze create ad arte, di intemperanze, di disordini sociali fomentati, di Precariato dell'Esistente.

Mai visto periodo più fertile per chi ne è consapevole.

Qui possono nascere le idee, le opportunità. Coinvolgendo altri nei progetti, andando oltre. Perchè presentare un progetto a qualcuno possa dare frutti occorre poter contare su gente seria - che non sta lì a pensare se l'ultima volta ho chiesto per il tal giorno il tal prodotto e poi non l'ho ritirato.

Che va oltre, come noi. Ci dà quello che ci consente di emergere. Serve anche a loro. È un circolo virtuoso.

mmad e (è) fornitore

I fornitori con cui lavoriamo bene sono queli che si fanno in quattro, ogni volta, per darci quello che vogliamo. Sono quelli che ci tengono, alla nostra stima. CHE PRIMA DI TUTTO VOGLIONO CHE NOI LI STIMIAMO.

Una premessa doverosa ad uso e consumo dei lettori che non casualmente stanno muovendo impercettibilmente i propri occhi scorrendo sullo schermo queste parole, giusto adesso.

Proprio come noi vogliamo che i nostri clienti ci stimino.

Noi non ci preoccupiamo dei loro capricci, ne parliamo, li sbeffeggiamo talvolta, al riparo delle nostre mura.
Ma non ci sognamo certo di dirglielo. Nè, di fronte a richieste particolari, ci tiriamo indietro. Se un lavoro deve essere effettuato in certi tempi lo facciamo, punto. Siamo professionali. Siamo professionisti.

Se davvero - come diceva l'altro giorno la nostra dir. creativo - dovessi credere che noi non facciamo più lavori in fretta per clientetipo perchè altre volte ce li ha chiesti in tempi brevi e poi li ha disattesi o trascurati, credo che potrei davvero allontanare da mmad chi pensa che questo sia il modo giusto di comportarsi. Alla fine penso siano solo sfoghi, una normale attenzione alla programmazione del lavoro evita gli eccessi, nel voler dare subito ad un cliente o nel farlo attendere troppo.

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È necessario ricordarsi di essere fornitori. Di servizi qualificati, per giunta. Di determinanti, rutilanti inutilità che possano far guadagnare di più il nostro cliente.
Lui se l'aspetta, lo pretende, ne è consapevole. Glielo diciamo noi stessi.

Dobbiamo contare sul fornitore che pensa: "se non l'ha preso dopo averlo chiesto a lungo, avrà avuto i suoi motivi". E la volta successiva cerca di fornirci ancor prima dei tempi previsti. Come facciamo noi con i nostri clienti.

Noi dobbiamo pretenderlo con chi è nostro fornitore. La filiera deve lavorare in assonanza. Se qualcuno genera battimenti, l'armonia va a farsi benedire. E noi con lei. Ricordiamocelo, quando trattiamo con la filiera.

sabato 5 luglio 2008

Competitors


In comunicazione, ciò accade sovente. Quindi occorrerebbe ricordarcelo - autocriticamente

venerdì 4 luglio 2008

mmad - la roba

Verga non c'entra. C'entra l'idea, l'ispirazione, l'attimo. E a quasi un anno di mmad srl inizia un nuovo corso. Quello delle emozioni, accanto alla ratio.
Non ve l'aspettavate, eh?


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Ci sono oggetti. Ci sono le cose, insomma, le cose di tutti i giorni, le cose da usare, da consumare.

Certa roba è con noi. Ci serve sempre, la usiamo sempre. Altre cose, invece, le scordiamo. No, non le buttiamo. Le dimentichiamo nei cassetti, le abbandoniamo sotto il sedile della macchina, le disperdiamo negli innumerevoli anfratti che si celano in ogni cassettiera, in ogni libreria, in ogni casa vissuta. Li ritroviamo per caso, l'anno dopo nella tasca del cappotto messo via dopo l'inverno, sempre inevitabilmente qualche tempo dopo aver smesso di cercarli in ogni dove.

Ma c'è altra roba.
Non la cerchiamo: è Lei che ci trova.
Spesso sono oggetti dimenticati, senza valore. Chiunque rovista nei cassetti altrui (azione deprecabile - direte - ma chi non l'ha fatto almeno una volta) scova una quantità inusitata di ammennicoli senza significato.
Sono quelli - a volte - proprio quelli, che ci trovano.

Saltano fuori all'improvviso. Per chiunque, cianfrusaglia da pattumiera. Ma non per te.
Solo tu sai che quella cosa senza valore, senza alcun utilizzo apparente o talmente vetusta da non potersi permettere un utilizzo in realtà ha un valore inestimabile.

Incommensurabile. Così grande da essere conservata, proprio là dove ti ha trovato, accanto alle calze e alla scatola delle gioie - fra cravatte e astuccio dei gemelli, o dentro la scatola dell'orologio d'oro che ti ha regalato tuo padre per quell'esame.

Il suo prezioso valore è il ricordo.
Toccarla, annusarla ti porta indietro di mesi, anni, perfino decenni.
Ti fa assaporare di nuovo quel bacio. O ti riporta ai profumi di quel ristorante, con gli amici. Oppure ti fa sentire ancora - adolescente - le emozioni della prima gita di classe.

Ti serve moltissimo, in realtà, quell'oggetto.
Certa roba lo sa, sa sempre quando è il momento giusto.

Per venire - casualmente - a trovarti.

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