A Civil(ized) Federalism
Segnalo con profonda tristezza l'ennesima manifestazione di infinita stupidità che ci affligge e suggerisco un idea (o come volete chiamarla)
Premettiamo che:
Siamo sempre meno felici di vivere in questo paese; nulla funziona, nulla funzionerà e tutto resterà così com'è; molti esprimono da più parti il sogno di vivere altrove, dove civiltà e cultura hanno ancora senso compiuto ed un significato condiviso.
Quindi:
Perchè non costruire un sistema di federalismo che non privilegi la location, ma la civilization a prescindere dal luogo d'origine?
Si incaricano n - per confrontare i dati - blasonati istituti di ricerca per individuare tutti i cittadini dotati di comprovata conoscenza e cultura etica, isolandoli dal gruppo di subdotati che li circonda in ogni località d'Italia.
Non conta il titolo di studio, ma l'educazione, lo spessore civile dell'individuo.
Quelli che sono al di sotto del centimetro (quelli dell'evento al Carrefour di Assago sfiorano il micron, senza raggiungerlo) hanno accesso a programmi speciali di recupero, possono circolare sull'intero territorio nazionale ma saranno dotati di appositi indicatori sonori/luminosi per l'esposizione al ludibrio. Non sarà concessa l'immunità parlamentare. Saranno chiamati stolti, per distinguerli dai civili
L'applicazione prevede in principio una progressiva apertura verso gli stolti nel tentativo di integrarli nella civilizzazione federalista; i recidivi saranno nel tempo banditi anche fisicamente, e spediti con barconi clandestini sulle coste nordafricane, dove gli indigeni li accoglieranno come factotum, o camerieri.
L'Italia, con il civil(ized) federalism, conoscerà un nuovo rinascimento che la riporterà in alto nella shortlist dei paesi civili (sinonimo di educati per chi oggi non lo ricordasse)


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