mmad off-topic 2 (revenge)
Noto con disappunto che non siamo affatto off-topic.
Nel post precedente tergiversavo sugli umori solitamente percettibilmente alterati. Sovente ci fregiamo - ad esempio - di saper perdere la pazienza o inveire verso il prossimo quando siamo in macchina. "Quando sono nell'abitacolo mi scateno e libero ogni lato volgare del mio carattere" sostiene con una punta di orgoglio quasi ognuno di noi. Dimenticandosi - se non quando le cose degenerano - della gravità della cosa: abbiamo tutti, più o meno, una dose di aggressività maldestramente celata, costantemente alimentata e che ci accomuna in un sistema iracondo, irascibile, rissoso.
Anni fa, ero più giovane, iniziarono a ritrasmettere Bracco di Ferro, un cartone che avevo conosciuto da piccolissimo, in bianco e nero, e che l'avvento del colore aveva relegato tra gli obsoleti. Le nuove edizioni colorate ridavano forza al personaggio, che rientrava nelle case italiane attraverso la televisione pubblica con una sigla che un geniale copy aveva escogitato anticipando i tempi: "quel rissoso, irascibile, carissimo Braccio di Ferro". In realtà, ai miei occhi di adolescente quel titolo strideva, in modo percettibile ma latente, con il personaggio e le sue avventure: Braccio di Ferro non è mai rissoso, semmai il suo antagonista Bluto, ed è sempre costretto a ricorrere alla forza per difendere il proprio onore - la propria dama - la situazione - o quello che volete.
Quel titolo sdoganava il diritto all'irascibilità, traghettando Popper - e la sua famosa rivendicazione al diritto di non tollerare gli intolleranti - verso nuovi, più grandi pubblici.
Ma quel titolo era un segnale di quello che già i favolosi anni dell'edonismo reaganiano ci stavano offrendo: una incredibile rivoluzione, trainata dai consumi, verso l'effimero, verso la pochezza, verso l'inutile e l'ineluttabile acidità che affligge progressivamente l'umanità. Non conosciamo ancora il significato dei valori, e non ce ne interessiamo, riempiendoci di definizioni che accontentano la psiche indebolita dalle facezie che veneriamo come conquiste.
In un contesto nel quale fatichiamo a trovare valori oggettivamente condivisi. Ecco la vera sfida: offrire alla gente qualcosa di condivisibile oggettivamente, in modo trasversale, tra i popoli. Molti ci provano per poi cadere nella trappola della proibizione, della superficialità, della verticalità del risultato.
Rispetto a ieri, sembriamo arretrare. Oppure è sempre stato così? E che c'entra - allora - con mmad?


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