mmad off-topic (o no?)
Viene da riflettere, guardandosi attorno, pensando agli umori gassosi, sensibili alla temperatura, che distinguono l'homo metasapiens, se consentite il conio.
Siamo sempre inesorabilmente sottilmente irritati, in genere pervasi da un senso di disturbo - più o meno latente - che ogni tanto percepiamo più chiaramente.
Ma lo siamo tutti? Siamo crucciati da piccole questioni - e altrettanto spesso viviamo con superficialità temi moralmente ed eticamente significativi?
Difficile definire o motivare. Non sembra nemmeno reale: la critica del quotidiano, la critica dell'ambiente e del nostro esserne partecipi è prodotta dalle informazioni di cui disponiamo, dalle idee che sviluppiamo, dalle sensazioni costruite sulle relazioni sociali. Allora perchè ci sembra che attorno a noi le cose non funzionino, se viviamo tutti mediamente molto al di sopra dello stile consentito (mediamente) ad un moldavo, ad un argentino, ad un turco o ad un islandese?
Potremmo essere meno tesi smettendo di misurarci con ogni prossimo possibile, specialmente con chi ha più di noi? Certo potremmo disquisire lungamente sul valore ed il significato dell'avere, del cosa e del come l'avere sia un valore. Ma nell'immaginario comune si è per quanto si ha, occorre dimostrare, ostentare. Abbiamo profondamente contribuito a questa idea, nella logica della proporzionalità diretta tra consumi e benessere, nella percezione di quest'ultimo.
Che fare?
La discussione parte da qui, può risolversi presto, o durare a lungo.
Sembra uno scenario complesso, indubitamente lo è. Ma è necessario individuarne le radici per comprenderne la natura. Vai col machete, sporchiamoci un pò le mani, via.


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